30/12/2025 – Confermato il mandato di cattura per Netanyahu

 

Sapete che la Corte penale internazionale ha respinto il ricorso di Netanyahu, ed è stato confermato per lui il mandato di cattura per crimini contro l’umanità? Bene, è successo pochi giorni fa, eppure non ne parla nessuno!

Mentre l’inchiesta sul presunto coinvolgimento di alcuni operatori umanitari pro Palestina con i vertici di Hamas, fa capolino sulle prime pagine di tutti i giornali. Chissà perché…

Ebbene, non c’è stato ancora un processo, ma quasi una decina di persone sono state arrestate, accusate di utilizzare i fondi raccolti in nome della solidarietà per la Palestina per traffico di armi con i terroristi. Vedremo come andrà a finire questa faccenda, ma già il fatto che le indagini si basino su rapporti forniti da Israele, la dice lunga sull’attendibilità delle accuse. Ad ogni modo, staremo a vedere.

Per ora, a prescindere dal fatto che questi arresti siano più o meno legittimi, l’unica cosa certa è che questa vicenda, come era prevedibile, sta diventando l’ennesimo polverone utile a mettere in ombra i crimini di Israele in Palestina e la prosecuzione del genocidio palestinese.

Sconcerta il modo sfacciato con cui l’informazione mainstream e i suoi sodali, cerchino di silenziare qualsiasi voce fuori dal coro tenti di ricordare ciò che succede in Palestina.

Già, perché la tanto sbandierata pace di Trump, non è altro che un comodo espediente per tanti, per non pensare alla tragedia dei palestinesi e per Netanyahu, per continuare a fare il lavoro sporco, senza i fari dell’opinione pubblica puntati addosso.

Oggi la situazione a Gaza è sempre più drammatica, con un popolo in perenne stato d’assedio, sempre più isolato dal mondo e stremato a causa delle sopraggiunte condizioni metereologiche terrificanti.

In Cisgiordania, continuano gli attacchi indiscriminati ai palestinesi e le devastazioni di case e terreni, con sistematiche occupazioni abusive da parte dei coloni israeliani.

Insomma. Non è cambiato quasi nulla dall’inizio della finta tregua. Se prima l’emergenza era fermare i bombardamenti su Gaza, ora è più che mai importante difendere la verità, dal silenzio complice e dall’oblio di chi vorrebbe mettere la testa sotto la sabbia.