
INCONTRO AL MUR DEL 21 LUGLIO 2026
Il 21 luglio us si è tenuto il previsto incontro al MUR, sulle tematiche di Università e Ricerca, con le OOSS rappresentative del Comparto.
Purtroppo, la gran parte del tempo a disposizione è stata occupata dalle questioni dell’Università e questo fatto ha determinato anche il “clima” della riunione.
Anticipiamo subito il nostro giudizio: sono mesi che incontriamo il MUR e, ad ogni riunione, avanziamo le proposte finalizzate: alla soluzione del precariato negli Enti; allo sblocco della riforma dell’ordinamento professionale (oramai fermo all’ARAN per le rigidità della controparte); alla possibilità di incrementare le risorse destinate al salario accessorio e alle carriere del personale che rappresentiamo. Ebbene, per l’ennesima volta abbiamo ricevuto solo risposte inadeguate alla dimensione delle problematiche che poniamo.
A questo aggiungiamo che, a giorni, dovrebbe essere approvato il Decreto Legge sulla Pubblica Amministrazione (DL-PA) che potrebbe contenere quelle norme, che non comportano un immediato impegno di spesa (il DL-PA non può prevedere oneri a carico del bilancio pubblico) necessarie a sbloccare le questioni che abbiamo posto. Ma il MUR non ha garantito nulla! Solo un generico impegno a sottoscrivere un protocollo, che però, a queste condizioni, rischia di restare solo “scritto sulla carta”.
A nostro avviso è necessario che nel futuro DL-PA (che, con molta probabilità sarà l’ultimo di questo governo) ci sia:
1. la norma “salva articolo 15” e cioè una modifica all’articolo 52, comma 1 bis del DLgs 165/2001 che inserisca anche i ricercatori e tecnologi (insieme ai docenti di scuola e AFAM) tra le figure professionali che non devono essere inquadrate in tre distinte aree professionali;
2. la previsione di una procedura straordinaria che risolva una volta per tutte l’annosa questione del sottoinquadramento negli EPR;
3. l’eliminazione degli Enti pubblici di ricerca dal doppio controllo sui contratti integrativi (unico settore di tutto il Comparto) operato dalla Funzione Pubblica e dal MEF che rappresenta un vero e proprio strumento di condizionamento dell’attività negoziale negli Enti, oltre che rappresentare un forte rallentamento nella certificazione dei contratti integrativi che produce danni concreti al personale (ritardi nell’erogazione dell’accessorio, oltre che lo slittamento ad annualità successive della decorrenza di progressioni economiche e di livello;
4. lo sblocco del tetto al salario accessorio di tutto il personale degli Enti (ricercatori e tecnologi, tecnici e amministrativi), perché oramai siamo arrivati all’assurdo che, in alcuni Enti, l’assunzione di nuovo personale abbia riflessi sul salario accessorio di quelli già in servizio, dovendo “spartire” la medesima torta per un numero maggiore di teste!
Ma, soprattutto, abbiamo chiesto che il DL-PA contenga una norma che chiaramente proroghi al 2028 la possibilità di continuare ad utilizzare, negli Enti, le procedure di cui all’articolo 20 del decreto legislativo “Madia” ed estenda al 31 dicembre 2026 la possibilità di maturare il requisito dei tre anni. Le norme contenute nel DLgs 75/2017 consentono da una parte la proroga dei contratti in essere fino a completamento della procedura e dall’altra di poter prevedere le risorse necessarie nelle prossime due leggi di bilancio (per il 2027 e per il 2028).
Dal nostro punto di vista, l’applicazione dell’articolo 12bis del DLgs 218/2016 in alternativa al decreto “Madia” non rappresenta una risposta adeguata. L’articolo 12 bis, a cui abbiamo dato anche un contributo determinante quando fu approvato e che va esteso anche al personale amministrativo, rappresenta una norma ordinaria che non può funzionare nel momento in cui bisogna dare una risposta straordinaria a una realtà, quale è quella del precariato negli Enti, che ha proporzioni straordinarie. Ad esempio, solo per citare un aspetto, l’articolo 12 bis non potrà mai prevedere la prorogabilità “ordinaria” dei contratti a termine, in quanto in contrasto con l’ordinamento italiano ed europeo.
Per tornare alla riunione al MUR, avanzate tutte queste richieste (molte delle quali condivise anche dalle altre OOSS), i rappresentanti del Ministero, per l’ennesima volta, hanno ribadito la volontà di sottoscrivere un protocollo di intesa sugli aspetti giuridici delle questioni poste e ci siamo aggiornati al 30 luglio pv. Vedremo in quella data quali saranno le risposte concrete e metteremo in campo, nel caso in cui siano insufficienti, a partire dal prossimo mese di settembre, tutte le forme di mobilitazione del personale necessarie a sostenere le nostre rivendicazioni.
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