Decreto PA: ci devono essere soluzioni per i lavoratori degli enti di ricerca

 

Senza risposte nel DL PA 144/26 su stabilizzazioni e valorizzazione del personale sarà mobilitazione.

 

Come noto, nel corso dell’ultimo incontro tra organizzazioni sindacali e MUR del 3 agosto, la FLC CGIL ha presentato una piattaforma unitaria insieme a FIR CISL e UIL RUA sulle principali questioni che interessano il personale degli enti pubblici di ricerca, ovvero:

 

  • il riassorbimento del precariato, stanziando risorse aggiuntive per la stabilizzazione e prorogando i termini delle norme sulla stabilizzazione
  • un intervento normativo che destini il 50% delle risorse aggiuntive (comma 310 enti MUR, comma 309 enti non MUR) ad incrementi delle voci accessorie fisse nell’ambito della contrattazione nazionale (Indennità di ente annuale)
  • una modifica dell’articolo 52 comma 1bis del Dlgs 165/2001 che escluda i ricercatori e tecnologi dall’essere ordinati in tre distinte aree professionali, per affrontare una corretta revisione dell’ordinamento senza intaccare l’attuale applicazione dell’art. 15
  • un intervento normativo che consenta di aumentare i fondi del salario accessorio
  • finanziamenti straordinari per le procedure art 15 per Ricercatori e Tecnologi (nuovi bandi e/o ampliamenti delle graduatorie vigenti).
  • risoluzione problema del c.d. sottoinquadramento (norma una tantum)
  • semplificazione del processo di controllo dei contratti integrativi eliminando il doppio controllo (revisori e ministeri)
  • legare in modo chiaro le decorrenze giuridiche ed economiche delle progressioni economiche e di livello all’uscita del bando o all’annualità dei fondi e non alla conclusione della procedura

Su alcune delle nostre proposte nel corso dell’incontro del 3 agosto il MUR aveva promesso di lavorare perché già nel Decreto PA ci fossero risposte, a cominciare dalle norme sulla destinazione del 50% delle risorse aggiuntive, sullo sblocco del fondo accessorio e sulla modifica delle norme per l’ordinamento di ricercatori e tecnologi.

È quindi ora il momento di verificare se il MUR e il governo mantengono gli impegni, presentando in Parlamento e approvando le modifiche concordate.

 

In ogni caso la FLC CGIL ha presentato ulteriori emendamenti al Decreto-Legge 7 agosto 2026, n. 144 su alcuni degli argomenti che all’incontro al MUR ha rinviato, tra i quali precariato, articolo 15, indennità per oneri specifici e certificazione degli accordi, chiedendo alle forze parlamentari di farsi carico di queste proposte nel corso dell’iter di conversione in legge del decreto e di modificare un provvedimento che, così com’è, non fornisce risposte adeguate ai problemi della ricerca e dei suoi lavoratori.

Sul precariato e la valorizzazione professionale servono risorse, quindi la mobilitazione proseguirà, nel caso non vi fossero risposte, anche sulla legge di bilancio.