Evitata la solita inconcludente riunione, ora aspettiamo atti concreti.
La FLC CGIL è intervenuta chiedendo alla ministra Bernini impegni concreti su diverse criticità.
Il giorno 24 marzo 2026, come da accordi presi nella precedente riunione relativa al settore Università, si è svolto un incontro al Mur tra le organizzazioni sindacali e la ministra Bernini per affrontare le tematiche del settore Ricerca.
In apertura la ministra ha informato le OO.SS di aver costituito la Commissione ricerca del CIPES (coordinata dal MUR) che dovrebbe fungere da coordinamento tra Ministeri vigilanti con l’obiettivo di mettere in campo politiche per tutti gli EPR. La ministra ha, quindi, proposto un giro di tavolo per raccogliere le problematicità del settore. La FLC CGIL ha preso la parola per ultima.
Dopo uno sterile giro di dichiarazioni di circostanza, constatato il rischio di concludere l’ennesimo incontro senza alcun risultato, la FLC CGIL è intervenuta chiedendo alla ministra Bernini impegni concreti sulle seguenti criticità.
Abbiamo affrontato la situazione critica che si va prefigurando negli Enti pubblici di Ricerca relativa al precariato. Abbiamo sottolineato come negli anni del PNRR il precariato sia tornato ad essere un’emergenza nella Ricerca con numeri altissimi, ricordando alla ministra anche l’impegno non onorato del MUR a fornirci i dati sul monitoraggio del precariato negli EPR.
Abbiamo evidenziato quanto sia striminzito e assolutamente insufficiente l’intervento economico previsto dal Governo nella legge finanziaria, che tra l’altro rischia anche di non essere interamente sfruttato dagli enti nel 2026 per dubbie interpretazioni di norme o per semplice inerzia o mancanza di volontà, e naturalmente abbiamo chiesto ulteriori risorse per aprire una stagione realmente orientata alle stabilizzazioni.
Abbiamo chiesto un intervento concreto, a costo zero, che può essere attuato subito: la proroga al 2028 delle attuali norme che consentono la stabilizzazione dei precari della ricerca con il possesso dei requisiti previsti al 31.12.2026.
Questo è un intervento imprescindibile proprio per creare le condizioni affinché, con un auspicabile e necessario finanziamento nelle prossime leggi di bilancio, si possano stabilizzare tutti coloro che hanno dato un contributo determinante all’avanzamento della ricerca in questi anni. Su questo punto abbiamo fornito al MUR una scheda con la normativa di riferimento e gli interventi di modifica necessari.
Abbiamo evidenziato alla ministra una serie di problematiche aperte su aspetti di natura strettamente contrattuale ed abbiamo avanzato le seguenti richieste concrete:
- Nel CCNL 2019 -2021 le lavoratrici ed i lavoratori degli EPR sono stati gli unici a non ricevere la totalità degli aumenti contrattuali. È necessario il recupero del 5% dell’incremento contrattuale non erogato per il settore ricerca nel CCNL 2019-2021 (per un range da 4 a 15 euro mensili che vanno recuperati dal 1° gennaio 2021). A riguardo, abbiamo segnalato che la richiesta in tal senso avanzata dall’ARAN giace al Ministero della Funzione Pubblica e, pertanto, abbiamo chiesto alla ministra di sollecitare il ministro Zangrillo a darne seguito
- Sulle risorse aggiuntive previste dalle leggi di bilancio 2022 (Enti MUR) e dal 2024 (Enti non MUR) per il personale tecnico e amministrativo, abbiamo chiesto che il 50% dei fondi sia destinato all’incremento delle voci del salario fondamentale, in analogia con quanto fatto per il personale tecnico-amministrativo-bibliotecario delle Università e dell’AFAM. Anche riguardo a questo punto abbiamo fornito una scheda con i riferimenti normativi e le modifiche necessarie
- Abbiamo evidenziato che la ricerca è l’unico settore della PA a non avere fatto la riforma dell’ordinamento. Considerata la posizione espressa a suo tempo dall’ARAN, abbiamo chiesto, per mantenere la possibilità degli attuali passaggi interni per i ricercatori e tecnologi prevista dall’art.15, una modifica del dlgs 165/2001. Tale modifica preveda la deroga anche per ricercatori e tecnologi (oltre che per i dirigenti e i docenti della scuola e dell’AFAM) all’obbligo di dover costituire tre distinte aree professionali, la cui conseguenza imporrebbe di accedervi nella misura minima del 50%, con concorso pubblico esterno. Anche su questo punto abbiamo fornito al MUR una scheda con la normativa di riferimento e gli interventi di modifica necessari.
- Infine abbiamo chiesto, in vista del rinnovo del CCNL 2025-2027, uno specifico e urgente intervento alla ministra nei confronti dell’ARAN a sostegno della richiesta, avanzata unitariamente dalle Organizzazioni sindacali, di prevedere la possibilità di usufruire del buono pasto anche nelle giornate svolte in lavoro agile. Attualmente tale possibilità è prevista per tutti i comparti del pubblico impiego a partire dal CCNL 2022-24 mentre non è stata prevista nel comparto Istruzione e ricerca. Questa situazione penalizza senza alcuna motivazione e giustificazione il personale degli Enti di ricerca e delle università e va risolta con urgenza, considerata la possibilità che venga firmato in tempi brevi la parte economica del prossimo CCNL triennio 2025-27, senza per altro alcuna certezza rispetto ai tempi della sottoscrizione della parte normativa, con il rischio così di continuare a penalizzare ingiustamente il personale per gli anni a venire;
- Abbiamo richiesto, proprio per dare maggiore concretezza alle riunioni che si tengono al MUR, di stipulare un protocollo di intesa sulle relazioni sindacali e sui punti oggetto degli impegni assunti dal ministero. Ciò è già stato fatto nell’ultimo confronto sul settore dell’Università e crediamo possa essere utile anche nel settore ricerca.
La riunione si è conclusa con l’indicazione della ministra di convocare una prossima riunione subito dopo Pasqua per approfondire i temi trattati.
